Ashtanga Yoga
durante la gravidanza
di
Betty Lai
Traduzione
di Giuliano
Vecchiè
I
SUGGERIMENTI SULLA PRATICA RIPORTATI IN QUESTO ARTICOLO NON
SOSTITUISCONO ASSOLUTAMENTE I CONSIGLI E LE INDICAZIONI DEL
MEDICO!
Queste
direttive sono per la
praticante esperta di Ashtanga Yoga con una
gravidanza normale.
Se pratichi da poco tempo l'Ashtanga Yoga, dovresti
iscriverti ad un corso di yoga prenatale molto tranquillo o
praticare sotto la stretta supervisione di un insegnante
qualificato di Ashtanga Yoga che abbia esperienza di
gravidanze.
Le informazioni riportate in questo articolo sono basate
principalmente sulla mia esperienza con la gravidanza;
così, le indicazioni possono apparire in modo diverso sulla
base di come esse si applicano a te. Ho anche incluso
informazioni sulla gravidanza dal libro
Yoga Mala di Sri K. Pattabhi Jois, che è il mio
guru e che mi ha dato consigli dopo la mia prima gravidanza
finita in un aborto. Seguendo il suo consiglio diretto, ho
continuato la mia pratica in maniera più attenta e
bilanciata e ho avuto una seconda gravidanza portata a
termine con successo.
La praticante di Ashtanga Yoga incinta può coltivare la
consapevolezza della nuova vita che sta crescendo dentro di
lei durante la preparazione del suo corpo al parto e al
recupero postpartum. La pratica dell’Ashtanga Yoga dovrebbe
essere modificata per facilitare la crescita del nascituro
e proteggere la placenta. Se esperimenti dei crampi,
perdite di sangue o la cessazione prolungata del movimento
del feto,
interrompi immediatamente la pratica e chiama il tuo
medico. Pratica sempre
come se il tuo ventre(feto) fosse più grande di quanto è in
realtà. Durante la gravidanza regola la tua pratica Yoga ad
un livello di intensità più basso rispetto al normale.
Questo articolo è scritto per le
praticanti di Ashtanga Yoga con una pratica regolare della
Prima Serie. Se la tua
pratica è di più alto livello, dovresti modificarla in
accordo ai principi base indicati in questo articolo.
Spesso, agli inizi della gravidanza, la pratica di
“ascoltare il proprio corpo” riveste uno scarso significato
in quanto il corpo è ancora molto abituato allo stato
precedente alla gravidanza. Il tuo corpo incinto non inizia
realmente a chiederti delle cose se non dopo il quarto mese
o oltre. Lo scopo di questo articolo è quello di permettere
ai praticanti esperti di Ashtanga Yoga di minimizzare i
rischi di una pratica yoga rigorosa e di permettere di
ottenere i benefici della pratica sia prima che dopo la
gravidanza.
Pre-gravidanza e Concepimento
Tuo puoi continuare a fare la tua normale pratica di
yogasana fino alla conferma della tua gravidanza. Il
mantenimento della tua normale routine ti aiuterà a
mantenere regolare il ciclo mestruale e persino a rendere
più prevedibile l’ovulazione. Se hai difficoltà nel
concepimento, prova a ridurre l’intensità della pratica al
fine di permettere al tuo corpo di dirigere le sue energie
verso il concepimento e l’annidamento dell’uovo.
Primi
Tre mesi
Interrompi
completamente ed immediatamente la pratica degli yogasana o
fa solo un po’ di stretching leggero una volta che la tua
gravidanza è stata confermata (circa dalla 5a
settimana). Questi due mesi
di interruzione della normale pratica di Ashtanga Yoga
rappresentano un’importante salvaguardia contro gli aspetti
troppo rigorosi della pratica. Questo periodo di
interruzione permette alla placenta di radicarsi
fermamente. Se troppa della tua energia viene rivolta alla
pratica yoga, il tuo corpo potrebbe rigettare la
gravidanza. Sri K.Pattabhi Jois consiglia alle donne
di
non praticare Ashtanga Yoga durante tutto il primo
trimestre di gestazione,
particolarmente se ci sono già stati degli aborti in
passato. Tuttavia, sotto la sua diretta supervisione
all’Ashtanga Yoga Research Institute, si sa che egli ha
dato a delle studentesse incinte, durante i primi tre mesi
di gravidanza, una pratica personalizzata di yogasana
studiata caso per caso.
Se tu dovessi comunque decidere di praticare Ashtanga Yoga
durante il primo trimestre, ciò sarà comunque
una
tua personale scelta individuale. Ci sono anche
alcuni aneddoti che mostrano come un pratica leggera
durante il primo trimestre può aiutare la donna, durante la
sua gravidanza, ad eliminare le tossine dal suo corpo. La
riduzione della nausea durante e dopo la pratica di yoga
può essere un’indicazione che si stanno eliminando le
tossine. In caso di notevole nausea, dovresti probabilmente
risparmiare la tua energia e aspettare la fine della nausea
(di solito verso il 4° mese) prima di riprendere la tua
pratica yoga. Se invece ti senti bene durante la pratica
pur con la nausea, cerca di non praticare a stomaco vuoto.
Bevi acqua durante la pratica per evitare la disidratazione
e le contrazioni uterine.Se hai in
programma di avere un esame ad ultrasuoni, cerca di trovare
ove si attacca la placenta. Conoscendone la posizione,
potrai dare maggiore consapevolezza su come la pratica
possa influenzare il collegamento fisico del feto al tuo
corpo.
Secondo TrimestreTemperatura
della stanza e acqua: assicurati che
la stanza non sia troppo calda. Se la tua gola diventa
secca o se senti un po’ di nausea, bevi piccole quantità di
acqua durante la pratica. Non cercare di sudare troppo
durante la pratica.Modifica
del vinyasa fra le posture: Nessun salto, nessun
jump-through, nessun jump back, nessun chakrasana o
rollio. Invece cammina.
Se sei di piccola costituzione, sarebbe
consigliabile
eliminare subito i salti già dal primo trimestre
in
quanto l’utero potrebbe essere meno protetto che in una
donna con una costituzione più robusta.Ujjayi
Pranayama: OK lo si può
fare [Yoga Mala 27], ma attenzione alla forza dei tuoi
bandha, nel caso tu fossi una praticante di Ashtanga Yoga
da molto tempo (vedi sotto)Bandhas:
Uddiyana bandha: Pratica
l’allentamento dell’ uddiyana bandha verso il basso in
preparazione del travaglio. Il tuo ventre ha bisogno di
spazio per crescere; la contrazione e il sollevamento dei
muscoli addominali a questo stadio non sono necessari.
Talvolta, l’effettuazione dell’ uddiyana bandha durante la
gravidanza può causare nausea.
Mula bandha: Mula bandha può
essere attuato se puoi attivare i muscoli vicini alla
cervice senza causare contrazioni uterine, ma potrebbe non
essere una buona idea provocare contrazioni vicino alla
cervice mentre il feto è rivolto verso il basso. Quando il
feto risale verso l’alto (esempio verso il 5° o 6° mese) il
mula bandha può risultare più facile a farsi.
Suryanamaskar A: Nei movimenti di
piegamento in avanti, tieni il busto ad almeno 80-85° dal
pavimento. Tieni le mani di fronte ai piedi invece che
allinearle a lato di essi.
Cammina invece di saltare. Quando il ventre
comincia a vedersi o senti che il ventre necessita di
maggior spazio, inizia la sequenza con i piedi divaricati
in samasthiti prima di piegarti in avanti.
Suryanamaskar B: Nel portare il
piede in avanti dal “cane che si distende”, permetti al
tallone del piede posteriore di sollevarsi dal pavimento
(ma tieni l’avampiede fermamente piantato a terra) per
evitare l’instaurarsi dell’uddiyana bandha e la
compressione del ventre; ricorda che d’ora in poi le tue
mani e le tue braccia dovranno supportare un peso maggiore
di prima. Dopo che il tuo piede anteriore si è stabilizzato
nella posizione del guerriero, riporta il tallone
posteriore a terra all’usuale angolazione di 80-85°
rispetto al piede anteriore.
Tieni il piede e la gamba posteriori attivi e fermi nella
posizione del virabhadrasana.Dal 6° mese, o quando ti serve
più spazio, inizia la sequenza con i piedi divaricati in
samasthiti.
Tralasciare le torsioni estreme, che potrebbero
causare la rottura della placenta:
Utthita trikonasana B, Utthita parsvakonasana B,
Marichyasana C
Marichyasana D [Yoga Mala 87
"Le donne gravide non dovrebbero praticare quest’asana dopo
il secondo mese"]
Eliminare le posture che premono il tallone contro
l’utero durante i
piegamenti o le sedute:
Ardha baddha padmottanasana [Yoga Mala 63]
(modifica: non piegarsi, ed avvolgere il braccio dietro la
schiena per afferrarsi l’alluce solo se la posizione finale
risulta comoda),
Janu sirsasana C, Marichyasana B, Marichyasana D
[Yoga Mala 104
n.44],
Garbha pindasana [Yoga Mala 104
n.44] (modifica: siediti nella posizione semplice a gambe
incrociate e non rollare sulla schiena)Loto da seduti o
posizione di mezzo loto in generale da farsi fino a quando
senti che puoi tenere il loto molto lento.
Tralasciare le posture sul ventre o quelle che
potrebbero schiacciare il ventre:
Bhujapidasana, Kurmasana, Supta kurmasana
Le posture della Seconda Serie di questo
tipo
Piegamenti in avanti (in piedi o seduti) in
generale: nei piegamenti
in avanti, tenere il busto ad almeno 80-85° dal pavimento,
particolarmente nelle posture che comportano le gambe
unite. Focalizzarsi sull’allungamento piuttosto che sul
piegamento in avanti. Se preferisci, allarga le gambe ad un
angolo maggiore di apertura ma tieni il busto
sollevato.
Posizioni delle mani nelle posizioni sedute:
per
evitare la compressione del ventre, abbandonare la
posizione tradizionale delle mani intorno al piede.
Afferrare invece le dita o l’alluce mentre si tiene il
piede il più flesso possibile.
Navasana: Alterna ogni
round con un piede sul pavimento mentre estendi l’altra
gamba. Il tenere il piede a terra aiuterà a bilanciarsi e a
impedire di sforzare il fondo schiena e l’area
addominale.
Baddha konasana e posture con ampio angolo di
apertura: i muscoli e i
legamenti della regione inguinale e sacro-iliaca sono più
rilassati durante la gravidanza, per cui sta attenta a non
eccedere in queste posture.
Utthita Parsvasahita: Dato che il
ventre diventa più prominente, sposta la gamba a lato del
ventre piuttosto che di fronte. Lavora sull’allungamento
della gamba piuttosto che sul piegamento in
avanti.Posture
sulla schiena in generale: per evitare di
ridurre l’afflusso di sangue all’utero, non stare sulla
schiena per più di 3 minuti alla volta. Se senti difficoltà
nel respirare, nausea o capogiri durante le posture sulla
schiena,
tralascia del tutto queste posizioni.
Supta padangusthasana:
Tralasciare.(Yoga Mala 101). Questa sequenza
di movimenti richiede di stare sulla schiena e può
facilitare la compressione eccessiva del ventre
specialmente quando si preme la gamba verso il viso e
quindi sul pavìmento. Nel caso tu decidessi di fare questa
posizione, non forzare la gamba per arrivare sia al viso
che sul pavimento. Invece,
focalizzati sull’estensione del tallone lontano
dall’anca mentre contrai
la parte interna della coscia e distendi la gamba.
Setu bandhasana: Tralasciare dal 4° Mese [Yoga Mala
103-104]. Questa posizione
richiede l’uso dei muscoli addominali (uddiyana bandha) per
stabilizzare la forma a ponte della postura; vi è il
rischio di forzare il collo, perdere l’equilibrio e cadere
a causa del peso accumulato con la gravidanza.
Piegamenti all’indietro: In “cane che
abbaia”, mantieni il ventre morbido e spostati nell'arco
deliberatamente e lentamente, concentrandoti sul
mantenimento delle mani piatte sul pavimento e le braccia
tese. Se c'è una qualche rigidità non voluta in “cane che
abbaia”, non fare il backbend completo. Il collocamento
della placenta e l’ angolo individuale del tuo utero
possono influire sulla tua capacità di fare un completo
piegamento all’indietro, così non ti preoccupare se devi
rinunciare ai backbend. Se puoi fare i piegamenti
all’indietro comodamente, lavora nell'arco lentamente e non
provare a renderlo perfetto o stretto. Il ventre non
dovrebbe sentirsi stretto o scomodo. Permetti allo psoas,
alle ossa anteriori dell’anca e alla parte alta delle cosce
di ammorbidirsi. Presta attenzione a se il tuo fondo
schiena si irrigidisce durante il backbend. A causa
dell’incremento di peso del ventre, il fondo schiena si
irrigidisce col tempo per sostenere la parte anteriore del
corpo, per cui evita di irrigidire inavvertitamente il
fondo schiena durante il piegamento all’indietro. Tuttavia,
un leggero backbending aiuterà a "risvegliare" la colonna
vertebrale e ad alleviare il mal di schiena dovuto
all’aumento di peso.
Non fare flip flop, in quanto c’è
il rischio di allungare in eccesso i muscoli addominali in
questi movimenti. Un'alternativa al piegamento all’indietro
completo è la posizione del ponte modificata.
Inversioni:
Omettere la posizione sulla testa [Yoga Mala 116
"le donne incinte non dovrebbero praticare questo asana"
.]. C'è il rischio di ferire il collo nella posizione sulla
testa, a causa del sovrappeso dovuto alla gravidanza, in
particolare se tu pratichi la posizione sulla testa
sporadicamente. Se scegli di praticare le inversioni,
assicurati che tu possa mantenere il tuo equilibrio,
aumentando in modo consistente la forza nel collo e nelle
braccia per supportare il sovrappeso e che tu non abbia
problemi di pressione sanguigna. Poiché le inversioni
normalmente innescheranno uddiyana bandha durante l'entrata
e l'uscita dalla postura, si potrebbe creare tensione
all'area addominale. Se provi tensione nell'area addominale
mentre entri o esci da una posa rovesciata,
non continuare con la postura.Savasana:
Giaci sul tuo
lato sinistro in una posizione fetale al fine di evitare di
comprimere il flusso di sangue nell'utero. Utilizza un
asciugamano o un tappetino arrotolato sotto la tua testa
per rendere il collo più comodo. Puoi anche mettere una
coperta arrotolata o un’imbottitura tra le tue gambe e
tenerne uno tra le tue braccia per rendere il tuo ventre
più comodo.
Terzo TrimestreTutte le
indicazioni suddette più le seguenti:
Suryanamaskar A e B: Continua a
mettere le mani davanti ai piedi nei movimenti di
piegamento in avanti, utilizzando le punte delle dita
piuttosto che le palme per toccare il pavimento in dwi e in
trini (il secondo e il terzo vinyasa) e simili. Se il
ventre diventa così grande (per esempio, all’8° mese) da
rendere troppo difficile portare il piede in avanti in
suryanamaskar B, senza tendere l’anca o il ginocchio
anteriore, omettere suryanamaskar B e sostituirlo con
Suryanamskar A.
Posizione delle mani nelle posture a sedere:
Invece di tenere
le tue dita del piede con entrambe le mani, fai scivolare
una mano sul polso o sull'avambraccio dell’altro braccio
mentre continui ad allungare il torace. Esempio: In janu
sirsasana A con la gamba destra piegata e con gamba
sinistra estesa, tira indietro le dita del piede sinistro
con la mano sinistra mentre tieni il polso o il tuo
avambraccio sinistro con la tua mano destra. Questa
modifica ti permetterà di mantenere il flusso di energia
mano-piede nei piegamenti in avanti mentre dai sostegno al
fondo schiena. Non c’è bisogno di cinghie! Puoi anche
tenere semplicemente i lati dei polpacci.
Piegamenti in avanti: Regola la
posizione delle gambe sulla base della larghezza dei
fianchi o di una distanza più ampia per potere fare spazio
al ventre che si ingrandisce sempre di più.
Capovolte:
Non praticare le inversioni nel terzo trimestre.
Tali
posture creano pressione eccessiva sulla placenta. Le
ultime 8 settimane di gravidanza sono un periodo per
incoraggiare il flusso verso il basso dell’energia e il
corretto posiziona-mento verso il basso della testa del
nascituro (Optimal Fetal Positioning) al fine di agevolare
il travaglio.
Intuizione e neonato: Se qualcosa
sembra non essere corretto o se sembra che il tuo nascituro
rifiuti una certa posizione, non fare quella posizione.
Ogni gravidanza è diversa.
Travaglio e parto: Praticare
prima e durante la gravidanza può migliorare il vigore e la
fiducia di una donna durante il travaglio e il parto.
L’andamento del travaglio di una donna è un argomento molto
individuale e dipende da molte variabili, tra cui la storia
dei parti precedenti , la proporzione della testa del
nascituro rispetto alle dimensioni del bacino della donna,
la posizione del nascituro e la capacità di dilatazione
della vagina, che esistono all'inizio del travaglio. Essere
sani a seguito della pratica yoga aiuta ad agevolare la
giusta immissione degli ormoni necessari per un travaglio
normale (vaginale) e per il parto vero e proprio.
Le tecniche di respirazione controllata apprese dall’
Ashtanga Yoga possono in qualche modo aiutare nella
gestione del dolore. Il condizionamento conseguito
dall’esecuzione del mula bandha può aiutarti a spingere in
fuori il neonato in un modo più efficace rispetto a un non
condizionamento di quel tipo. Se cerchi il sollievo dal
dolore, la pratica dello yoga può aiutarti a percepire le
contrazioni in modo tale da non dovere fare affidamento
solo sui segnali esterni per ritenerti pronta per il parto.
Qualunque cosa accada, sii aperta all’
inatteso!
PostpartumAspetta
tre mesi dopo il parto prima di riprendere una pratica
completa della Prima Serie. Questo periodo
di attesa permetterà al tuo utero di restringersi senza
alcuna interferenza. Poiché l’ Ashtanga Yoga dirige
l’energia verso l'alto, aspetta fino a che tutti i lochi
siano stati espulsi dal tuo utero per evitare di causare
crampi e prolungate perdite di sangue. Un altro motivo per
aspettare 3 mesi è che i muscoli, i legamenti e le giunture
sono ancora morbidi a seguito della gravidanza e del parto,
rendendoti più predisposta a ferite durante questo periodo
postpartum.
Quando comincerai a praticare di nuovo, affronta i
piegamenti in avanti in modo molto graduale. Appena lo
sentirai comodo, riprendi la pratica di mula bandha per
consolidare il perineo ed evitare l'incontinenza. Uddiyana
bandha diventa più facile da eseguire in quanto l'utero
tende a restringersi fino alla sua dimensione precedente
alla gravidanza.AbortoNel
caso di un aborto,
aspetta almeno un mese prima di riprendere la tua pratica
yoga. Sebbene tu possa
sentire l'impulso ad allenarti per dimenticara le tue
sensazioni di dolore e della perdita attraverso
un’immediata pratica yoga, il tuo utero ha bisogno di tempo
per ritornare al suo stato iniziale, precedente alla
gravidanza.
Fonti, Risorse e RiconoscimentiLibriJois,
Sri K. Pattabhi. Yoga Mala. New York: North Point Press,
2002. Citations noted in brackets.Griffyn, Sally
and Michaela Clarke. Ashtanga Yoga for Women. Berkeley:
Ulysses Press, 2003.©
2003-2004 Betty Lai.
Le informazioni riportate non sostituiscono le indicazioni
del medico.
Last modified March 3, 2004.